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Fuoco di Gelosia

Fuoco di Gelosia

Capitolo 1: Bruciante Confronto

Valentino camminava lungo il corridoio del liceo con passi pesanti, il cuore che gli martellava nel petto come un tamburo di guerra. I suoi occhi scuri cercavano Francesco tra la folla di studenti, e quando lo trovò, appoggiato con noncuranza al muro accanto agli armadietti, il sangue gli ribollì nelle vene. Aveva visto tutto: quel cretino di Marco che si avvicinava troppo, le sue labbra a un soffio da quelle di Francesco. E Francesco, dannazione, non aveva fatto nulla per fermarlo.

'Che cazzo pensi di fare, eh?' sibilò Valentino, fermandosi a pochi centimetri da lui. La sua voce era bassa, tagliente come una lama. 'Ti piace farti sbavare addosso da quel coglione?'

Francesco sollevò un sopracciglio, un sorrisetto provocatorio che gli incurvava le labbra. 'Geloso, Vale? Non pensavo fossi il tipo da fare scenate da fidanzatino offeso.'

Valentino strinse i pugni, il viso teso per la rabbia. 'Non fare il furbo con me, Fra. Sai benissimo che non sopporto che qualcuno ti metta le mani addosso. Sei mio, cazzo.'

Francesco rise, una risata profonda e sfacciata, incrociando le braccia sul petto. 'Tuo? E da quando? Pensavo fossimo solo due che si divertono ogni tanto. O sbaglio?' I suoi occhi brillavano di sfida, ma c’era qualcosa di più, un calore che tradiva il suo gioco.

Valentino si avvicinò ancora, il loro respiro che si mescolava. 'Ti faccio vedere io quanto sei mio,' ringhiò, spingendolo con una mano contro il muro. 'Dopo la scuola. Nel magazzino. E non azzardarti a dire di no.'

Francesco inclinò la testa, il sorriso che si allargava. 'Oh, Vale, mi stai proprio stuzzicando. Va bene, ci sto. Ma sappi che non sono uno che si lascia comandare. Se vuoi giocare duro, gioco duro anch’io.'

Le ore successive furono un’agonia per Valentino. Ogni sguardo a Francesco durante le lezioni era un mix di rabbia e desiderio bruciante. Quando finalmente la campanella suonò, i due si diressero al magazzino abbandonato dietro la palestra, un posto che già conoscevano fin troppo bene. La porta si chiuse con un tonfo alle loro spalle, e l’aria si fece subito pesante, carica di tensione.

'Allora, cos’hai in mente, stronzo?' chiese Francesco, togliendosi la giacca con un movimento lento, provocatorio. 'Vuoi litigare o vuoi scopare?'

Valentino lo fissò, il respiro già corto. 'Entrambe le cose. Ma prima ti faccio vedere cosa succede quando qualcuno prova a prendersi quello che è mio.' Si avvicinò, afferrandolo per i fianchi e spingendolo contro un vecchio tavolo polveroso. Le loro bocche si scontrarono in un bacio feroce, denti che mordevano, lingue che si intrecciavano con una fame disperata.

Francesco gli afferrò i capelli, tirandoli con forza. 'Se pensi di farmi piegare, ti sbagli di grosso,' ansimò, la voce roca. 'Ma se vuoi giocare, ho portato qualcosa di speciale.' Si chinò a prendere lo zaino, tirando fuori un dildo nero lucido e un flacone di lubrificante. 'Vediamo chi comanda davvero, Vale.'

Valentino sentì una scarica di eccitazione attraversarlo, il suo corpo già teso e duro come roccia. 'Oh, Fra, stai giocando con il fuoco,' mormorò, la voce carica di promesse. Le loro mani si muovevano rapide, strappandosi i vestiti di dosso, la pelle che bruciava al contatto. Il desiderio era un’onda inarrestabile, e mentre Francesco si chinava sul tavolo, offrendogli una vista che gli fece perdere la testa, Valentino sapeva che quella sarebbe stata una scopata esplosiva, una battaglia di dominio e passione che nessuno dei due avrebbe dimenticato.

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