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Sussurri nella Notte

Sussurri nella Notte

Capitolo 1: Il Gioco Proibito

Gea aveva diciotto anni, un’età in cui il confine tra innocenza e desiderio si faceva pericolosamente sottile. Dormiva ancora nella stessa stanza di suo padre, Marco, un uomo di quarant’anni, robusto e segnato dal lavoro, ma con un fascino ruvido che lei aveva iniziato a notare in modo diverso. Non era più solo il suo papà; era un uomo, con un corpo che reagiva, anche nel sonno, ai suoi giochi segreti.

Era una di quelle notti afose, con l’aria pesante che rendeva il lenzuolo un fastidio sulla pelle. Gea era sveglia, sdraiata accanto a lui, il respiro di Marco profondo e regolare. Lo osservava, il petto che si alzava e abbassava, la barba incolta che gli dava un’aria selvaggia. Un sorriso malizioso le incurvò le labbra. 'Vediamo quanto ci metti stasera,' mormorò tra sé, la voce un sussurro che si perse nel buio.

Con un movimento lento, quasi calcolato, fece scivolare la mano sotto il lenzuolo, sfiorando la gamba di suo padre. La sua pelle era calda, ruvida sotto le dita delicate di lei. Salì piano, fino a trovare il bordo dei boxer. 'Sempre così prevedibile, papà,' ridacchiò sottovoce, mentre con un dito tracciava il contorno del tessuto. Sentì il primo fremito, il corpo di lui che reagiva istintivamente al suo tocco. Non era la prima volta che giocava a questo gioco, e ogni volta si sentiva più audace, più padrona di quel momento.

'Ti piace, vero? Anche se non lo sai,' sussurrò, la voce carica di una provocazione che non avrebbe mai osato pronunciare ad alta voce se lui fosse stato sveglio. La sua mano si fece più decisa, accarezzando con movimenti lenti ma fermi, sentendo il suo cazzo indurirsi sotto le sue dita. Il potere che provava in quel momento era inebriante. Non era una ragazzina timida; era Gea, la ragazza che prendeva ciò che voleva, anche se solo in segreto.

Con l’altra mano, scivolò sotto il suo pigiama, trovando la sua pussy già umida, pronta. 'Cazzo, sono così horny,' mormorò a denti stretti, mentre le sue dita iniziavano a muoversi in sincronia con quelle che accarezzavano suo padre. Il cuore le batteva forte, il respiro si faceva corto. Sentiva il calore crescere dentro di lei, un fuoco che minacciava di consumarla.

Marco si mosse leggermente nel sonno, un gemito basso gli sfuggì dalle labbra. Gea si fermò per un istante, il fiato sospeso. 'Non svegliarti ora, non siamo ancora al meglio,' bisbigliò con un sorrisetto, la voce carica di sfida. Riprese a toccarlo, più decisa, sentendo il suo cock pulsare sotto la sua presa. Era hard, completamente alla sua mercé, e questo la faceva sentire invincibile.

La sua mano libera lavorava frenetica ora, il piacere che montava dentro di lei come un’onda. Era wet, dripping, il corpo teso come una corda pronta a spezzarsi. 'Vieni con me, papà, anche se non lo sai,' sussurrò, la voce roca, mentre si avvicinava al limite. Il letto cigolò leggermente sotto i suoi movimenti, ma lei non si fermò. Non poteva. Non voleva.

Il respiro di Marco si fece più pesante, il suo corpo teso anche nel sonno. Gea lo guardò, gli occhi brillanti di desiderio e potere. Era vicina, così vicina, e sapeva che anche lui lo era. Un ultimo tocco, un ultimo movimento, e il mondo sarebbe esploso in un piacere proibito che solo lei poteva controllare.

Want to know how it ends?

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