← Story Library

Trasferta di Fuoco

Trasferta di Fuoco

Capitolo 1: Il Viaggio dell’Inganno

Cristina tamburellava le dita sul volante, le lunghe gambe fasciate da collant neri che scintillavano sotto la luce fioca dell’autostrada. La trasferta di lavoro a Milano era stata organizzata all’ultimo minuto dal suo capo, Marco, un uomo sulla cinquantina con un sorriso viscido che le dava i brividi. Con lei, in un’altra auto, c’erano anche Luca e Matteo, due colleghi che non perdevano occasione di lanciarle battute ambigue. A trent’anni, Cristina era una donna forte, indipendente, con un corpo slanciato e una determinazione d’acciaio, ma quella sera qualcosa nell’aria la rendeva inquieta.

Si fermarono a un autogrill isolato, il neon tremolante che illuminava il parcheggio deserto. Marco scese dall’auto e le fece cenno di avvicinarsi. 'Cristina, vieni un attimo, dobbiamo parlare del progetto,' disse con un tono che non ammetteva repliche. Lei sospirò, i tacchi che ticchettavano sull’asfalto mentre lo seguiva verso un angolo più buio del parcheggio, lontano dagli occhi dei pochi camionisti che fumavano vicino ai loro mezzi.

'Di cosa si tratta, Marco? È tardi e vorrei arrivare in hotel,' disse lei, incrociando le braccia sul petto minuto, lo sguardo tagliente. Marco sogghignò, avvicinandosi troppo. 'Oh, ci arriveremo, tesoro. Ma prima… abbiamo un altro tipo di progetto per te.' La sua voce era un sussurro carico di malizia. Cristina fece un passo indietro, il cuore che accelerava. 'Che cazzo stai dicendo? Non sono il tuo giocattolo, chiaro?' ribatté, la voce ferma ma con un tremito di rabbia.

Prima che potesse reagire, Luca e Matteo apparvero alle sue spalle, bloccandole ogni via di fuga. 'Dove pensi di andare, bella?' ghignò Luca, afferrandole un braccio. 'Abbiamo organizzato tutto questo solo per te. Una trasferta… speciale.' Cristina cercò di liberarsi, ma Matteo le strinse l’altro polso. 'Smettetela subito, stronzi! Vi denuncio!' urlò, la voce che si spezzava per la furia. Marco rise, una risata profonda e crudele. 'Denunciarci? E chi ti crederà? Sei solo una troietta in collant che cerca attenzioni.'

Le sue parole la colpirono come uno schiaffo, ma Cristina non si arrese. 'Siete dei vermi. Non vi permetterò di toccarmi!' sibilò, cercando di colpire Marco con un calcio, ma lui la schivò e le afferrò i capelli, tirandola verso di sé. 'Oh, ci divertiremo un sacco a domarti,' mormorò, il suo alito caldo sul collo di lei. Le mani di Luca scivolarono lungo le sue gambe, strappando i collant con un gesto brutale. 'Guarda che cosce, ragazzi. Lunghe e lisce… pronte per noi,' disse, la voce carica di lussuria.

Cristina si dibatté, il cuore che le martellava nel petto, ma la presa dei tre era ferrea. Marco le sollevò il mento, costringendola a guardarlo negli occhi. 'Non fare la difficile, tesoro. Sappiamo che sotto quella gonna c’è una pussy tutta bagnata che aspetta solo di essere presa.' Le sue parole erano un veleno, e Cristina sentì la rabbia mescolarsi a una paura crescente. 'Vaffanculo, Marco. Non sono la tua puttana!' sputò, ma la sua voce tremava mentre Luca le abbassava le mutande fino alle caviglie, lasciandola esposta.

Il parcheggio era silenzioso, rotto solo dal rumore lontano dei motori dei camion. I tre uomini la circondarono, i loro sguardi famelici che la spogliavano di ogni dignità. Marco si avvicinò, il suo respiro pesante mentre le sussurrava all’orecchio: 'Vedrai, Cristina. Ti faremo urlare… e non di paura.' La sua mano scivolò sotto la gonna, e lei sentì un brivido di disgusto percorrerle la schiena. Ma non si sarebbe arresa. Non ancora.

La notte era appena iniziata, e il buio dell’autogrill nascondeva promesse di un piacere crudele e senza scrupoli.

Want to know how it ends?

This is just the opening chapter. Continue the saga — or write a steamy tale starring you.